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Non c'è solo il calcio, esiste anche la vela e come ogni sport che si rispetti, se è praticato ad alto livello, è altrettanto spettacolare, pur con tutti i distinguo che possono esistere tra diverse discipline.

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GBR Challenge la sfida mancata PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Giugno 2009 12:41

  GBR Challenge la sfida mancata; sul sito SportEconomy.TV è stato pubblicato un meraviglioso video promozionale della sfida GBR Challenge. Il team inglese che avrebbe dovuto riconquistare con le sue stelle olimpiche la Coppa nel 2003 e riportarla nella sua terra di origine.

 

In realtà la sfida aveva illustri passati all'epoca del mitico Dennis Conner, ma negli ultimi anni l'eredità è stata raccolta da Team Origin. www.sporteconomy.tv

da Corriere.it:

Come Oracle e One World, anche il team inglese Gbr Challenge dice grazie a chi si è arricchito con la new economy. Se la Gran Bretagna torna a cercare di riprendersi quel trofeo sfuggitole nel 1851 lo deve a Peter Harrison, (nella foto a sinistra) che ha fatto i soldi con la Chernikeeff, che si occupa di sviluppare i sistemi internet working e di e-commerce in Gran Bretagna insieme alla Cisco. Appassionato velista, Harrison ha deciso di lanciarsi nell'avventura di Coppa America dopo
aver venduto la propria società per 300 milioni di sterline. Per l'organizza
zione si è affidato all'esperto neozelandese David Barnes e a guidare l'equipaggio c'è Ian Walker (nella foto a destra), una stella della vela britannica, due volte medaglia d'argento all'Olimpiade con il 470 (ad Atlanta nel '96 e a Sydney nel 2000). Accanto a lui molti altri talenti della vela britannica con molte esperienze olimpiche ad alto livello.

La sfida è supportata da grande entusiasmo e dalla voglia di ben figurare anche perchè gli inglesi, quanto a bravi velisti, hanno soltanto da scegliere. Ma è difficile superare un gap di tanti anni in Coppa America per gli aspetti tecnici e tattici. L'ultima sfida britannica risale ancora all'epoca dei 12 metri di stazza internazionale (le imbarcazioni dell'era di Azzurra) e le barche della Classe Iacc sono tutt'altra cosa. Realizzarne una subito competitiva è difficile, anche perchè dal '92 (prima edizione con questa classe) a oggi c'è stata una grande evoluzione di design e materiali. Per cercare di recuperare, Harrison ha acquistato le barche del team giapponese che hanno partecipato all'ultima edizione della Vuitton Cup e ha messo nella squadra dei progettisti due dei loro designer. Certo il match racing e la tecnica di regata, su queste barche, ormai sono patrimonio di una ristretta cerchia di specialisti: difficile entrarci al primo colpo. Ma gli inglesi, sicuramente, ci provano anche perchè devono rappresentare al meglio lo storico Royal Ocean Racing Club di Cowes. L'entusiasmo contagioso di Harrison (sempre a bordo come 17esimo: si è fatto modificare la poppa per piazzare una seggiola e stare più comodo) ha dato morale al team nei round robin. Nei quarti ha affrontato Dennis Conner: il duello sembrava apertissimo ma Usa 77, la seconda barca di Stars&Stripes, ha cambiato la situazione. Per Gbr sconfitta secca (4-1) ed eliminazione.