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Non c'è solo il calcio, esiste anche la vela e come ogni sport che si rispetti, se è praticato ad alto livello, è altrettanto spettacolare, pur con tutti i distinguo che possono esistere tra diverse discipline.

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LV World Series la Uefa della vela PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Settembre 2009 13:11

Martedì 8 settembre 2009 la Louis Vuitton ha annunciato con una conferenza stampa a Parigi la nascita della Louis Vuitton World Series, il nuovo circuito di regate che punta a riempire il vuoto lasciato dall’America’s Cup. Infatti  il trofeo sportivo più antico del mondo si è arenato per due anni nelle aule del tribunale di New York a causa delle contestazioni di BMW Oracle Racing , il sindacato americano di proprietà del tycoon Larry Ellison, contro Alinghi di proprietà del ricco imprenditore italo svizzero Ernesto Bertarelli.

Tra i team iscritti al nuovo format velico ci saranno Team New Zealand (NZL), BMW Oracle (USA), K-Challenge (FRA), Mascalzone Latino (ITA)  e French Spirit (FRA), ma anche i debuttanti Joe Fly (ITA), Team Sinergy (RUS) e Team Artemis (SWE).

Il primo appuntamento sarà già quest’anno a metà novembre a Nizza e sicuri per  il prossimo anno Auckland (NZL) in marzo, La Maddalena (ITA) a maggio,  Newport (USA) a fine agosto e Hong Kong (CHN) a novembre 2010. Mentre per il 2011 si vocifera siano già pronte Abu Dhabi, Cape Town insieme ad una località della Grecia e una della Croazia.
Con il coordinamento organizzativo e logistico del francese  Bruno Troublè (uomo di fiducia del marchio LV), il nuovo circuito è stato battezzato da un velista-simbolo come Grant Dalton, l’inossidabile kiwi passato dalle vittorie intorno al mondo alla successione di Peter Blake e Russell Coutts alla guida del team New Zealand in Coppa America, oggi incaricato di rappresentare la nascente World Series Team Association. Alla conferenza erano presenti anche Pietro Beccari, DG aggiunto LV, e Stefan Kandler, boss del sindacato francese K-Challenge che si occuperà di organizzare la prima tappa del circuito a Nizza.

La vera novità nel format consiste nel fatto che i team che avranno l’ambizione di entrare nel circuito dovranno impegnare dei budget che nulla hanno a che vedere con gli impegni faraonici della Coppa America. Infatti la volontà degli organizzatori è creare degli eventi dal forte impatto mediatico, per dare immagine agli sponsor dei team, ma dal basso budget impegnando cifre tra i 250.000 e i 400.000 euro per ogni tappa del circuito. Questo sarà possibile grazie al fatto che le barche, su cui si alterneranno tutti i team sfidandosi tra loro, saranno di proprietà della Louis Vuitton World Association. Questa nuova struttura sulla falsa riga di quanto avviene in Formula Uno avrà il compito di gestire commercialmente i diritti TV dell’evento, garantendo un introito per ogni team a fine evento e si occuperà anche della trattativa economica con le host city. Nei piani degli organizzatori coinvolti, su tutti Bruno Troublé e Grant Dalton per ogni tappa 1/3 del budget sarà garantito dalla host city, 1/3 dalla Louis Vuitton e l’ultimo terzo dalle quote di iscrizione dei team (che dovrebbe  essere una cifra tra i 100.000euro e i 150.000). Questa cifra darà il diritto alla distribuzione degli utili data dai diritti tv e commerciali dell’evento se si parteciperà ad almeno due  tappe del circuito. Dal punto di vista economico quindi ogni team si dovrà far carico dei soli costi di trasferta (vitto e alloggio) dell’equipaggio e staff.

Le barche che la nuova struttura metterà a disposizione dei team saranno per le tappe dell’emisfero nord le barche classe America 5 di Mascalzone Latino e Desafio Espanol, mentre per le tappe dell’emisfero sud quelle di Team New Zealand e BMW Oracle sempre classe America 5, praticamente quelle usate nella fortunata edizione di Valencia 2007.

I budget delle host city varieranno anche in dipendenza da quanto le città ospitanti potranno mettere a disposizione. Si parla infatti che se Hong Kong è pronta a versare 5milioni di euro (cosa che potrebbe permettere di abbattere ulteriormente i budget del singoli team) Newport non verserà cifre superiori al milione di euro. La città di Auckland lo scorso anno mise circa 2,5milioni di euro (cifra confermata pure per il 2010). Questo vuol dire che dagli Emirati Arabi potrebbe partire una proposta indecente per accaparrarsi la visibilità mondiale del circuito. Dal punto di vista degli sponsor degli eventi la Louis Vuitton World Series dovrà fare però i conti con eventi più appetibili come la Uefa Champions League,  la Fifa World Cup, le olimpiadi invernali Vancouver e i mondiali di Volley tutti eventi che si svolgeranno nel 2010.