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Finalmente Torino ha il suo challenge: Arturo Challenge PDF Stampa E-mail
Martedì 19 Gennaio 2010 08:56

Arturo  Artom & Vascotto, Torino verso il LV Trophy Torino sempre più in primo piano per i progetti che guardano alla grande vela. Dopo quella lanciata alla Volvo Ocean Race, il giro del mondo in equipaggio a tappe, da Giovanni Soldini e John Elkann, arriva un’altra sfida: un team per il Louis Vuitton Trophy, il circuito alternativo alla CoppaAmerica organizzato dalla maison con Bruno Troublè, che già ha visto il ritorno di "Azzurra".

LA STAMPA - Artefice di questa nuova impresa che nasce sotto laMole è l’imprenditore Arturo Artom, patron di Artom Innovazione, un fondo di investimenti per iniziative imprenditoriali che coniuga made in Italy e tecnologia. Un ingegnere che si definisce "venture capitalist" - già noto 14 anni fa per aver sfidato il monopolio Telecom (allora Sip) con Telsystem, poi fondatore di Netsystem, il fornitore di Rete via satellite per chi sta in collina e la banda larga non ce l’ha, e di Muvis, la società delle lampade intelligenti - e che investe sulle idee. "E questa mi è sembrata subito ottima", dice.
Al suo fianco, un nome arcinoto della vela, quello di Vasco Vascotto, il triestino che è stato skipper di Mascalzone Latino in Coppa America, un palmarés di titoli da far paura e la stima dei suoi «colleghi»: il brasiliano Lars Grael (il fratello di Torben, stratega su Luna Rossa), lo considera il miglior tattico italiano. Vasco si occuperà della parte tecnica della sfida. "Ho incontrato Vascotto, ci siamo trovati d’accordo sulla bontà di un progetto, da sperimentare in un circuito d’eccellenza come il Louis Vuitton Trophy, a cominciare dalla tappa italiana della Maddalena, puntando soprattutto su giovani talenti italiani, ai quali vogliamooffrire la possibilità di esprimersi in un grande circuito internazionale" spiega Artom. L’organizzazione ha già fissato la data delle regate in Sardegna: dal 22 maggio a 6 giugno. Prima, una tappa in Nuova Zelanda a marzo; dopo, a novembre nel Medio Oriente (si parla di Dubai) e a gennaio 2011 Hong Kong. La formula è semplice: match race, disputati su barche di Classe Coppa America lunghe 85 piedi con 17 velisti professionisti a bordo. Scafi uguali per tutti e un budget ben lontano da quelli richiesti dalla Coppa America. Si parla di 500 mila/un milione di euro a tappa.
"Considero questa impresa alla stregua di una start-up. Artom Innovazione si impegna a coprire il budget, ma ci sono trattative avviate con potenziali sponsor. È già in dirittura d’arrivo, ad esempio, una partnership con un importante marchio che veste il Polo, che ci fornirà le divise e con il quale stiamo pensando anche ad una licenza per una linea di abbigliamento sportivo legato alla sfida" continua l’imprenditore torinese, che racconta di come la sua idea abbia raccolto grande entusiasmo ed interesse a Pitti ImmagineUomo,in corso a Firenze. Artom Challenge, questo il nome del team (sponsor permettendo), avrà base a Torino, e promette di non essere un episodio unico. "L’intenzione è quella di proseguire, partecipando ad altre tappe. Adesempio, quella di Dubai. E poi, la Maddalena dovrebberipetersi anche nel 2011".

di Fabio Pozzo

La Stampa