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La Vuitton alla Maddalena non è un’emergenza PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Marzo 2010 06:06

 Riportiamo un articolo molto interessante de La Nuova Sardegna: Sono state confermate le anticipazioni sulla decisione della Corte dei conti. Con questa decisione regna ancora di più l’incertezza sul dopo-G8 alla Maddalena

di Pier Giorgio Pinna

LA MADDALENA. Trovano clamorose conferme le anticipazioni sulla sentenza della Corte dei conti: il Vuitton Trophy alla Maddalena non può essere ritenuta un’«emergenza». Perciò non rientra nei grandi eventi affidabili alla Protezione civile. Le ragioni della decisione suonano come una bocciatura del governo.

Berlusconi avrebbe voluto continuare a far organizzare la regata a Bertolaso. Subodorato l’orientamento giurisprudenziale contrario, all’inizio del mese ha passato la palla a Cappellacci e alla giunta sarda. Sempre sulla scia dell’«urgenza» di promuovere la manifestazione.

Ma ora che succederà? Ciò che non funziona per lo Stato, secondo quanto appena stabilito dalla sezione per il controllo di legittimità sugli atti governativi, è ammissibile per un’a mministrazione regionale? L’interrogativo pone così nuovi dubbi in un campo già minato da mille incertezze.

Per il relatore del provvedimento, Antonio De Salvo, «non qualsiasi grande evento rientra nelle competenze del dipartimento». «Ma - aggiunge - solo quelli che, pur se diversi da calamità naturali e catastrofi, determinano grave rischio per l’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni». «Si deve concludere nel senso che non sussistono i presupposti richiesti per la dichiarazione di grande evento e la conseguente emanazione di ordinanze», scrive dunque il giudice. Che poi aggiunge: «Va precisato, al riguardo, che la sezione non intende sindacare il merito... ma solo accertare se la scelta effettuata sia conforme». Con la specificazione finale che la competenza «non sussiste», difettando «il presupposto stesso del grande evento nei sensi di legge».

Secondo la Corte dei conti, poi, il richiamo al precedente di Trapani fatto da Guido Bertolaso e dai suoi legali per giustificare la gestione della regata alla Maddalena non può venire accolto. Di più. La sezione di controllo è certa che il governo, norme alla mano, non sia mai stato autorizzato a emanare nuove ordinanze riguardanti l’arcipelago sardo dopo il trasferimento del G8: «In particolare, dev’essere sottolineato che al Commissario delegato è stato attribuito il compito di provvedere alla riprogrammazione e rifunzionalizzazione non già in aumento, ma al fine di conseguire il contenimento della spesa pubblica per affrontare gli oneri derivanti dall’emergenza sismica».


Da qui la chiusura in punta di diritto: «La ripetuta ordinanza risulta assoggettabile al controllo preventivo di legittimità di questa Corte, e pertanto deve considerarsi tuttora priva di efficacia, in mancanza di visto e in assenza (in alternativa) dell’i nfruttuoso decorso dei termini previsti dall articolo 27 della legge 24 novembre 2000, numero 340».

Insomma: all’indomani di questa decisione, regna ancora di più l’i ncertezza sul dopo-G8 alla Maddalena. Il nuovo scoglio sul campo della Vuitton non potrà più venire aggirato con la facilità che Berlusconi pensava scaricando ogni responsabilità sul presidente della Regione. Sì, perché il dualismo delle interpretazioni giuridiche appare chiaro. Da una parte, il rispetto delle regole e delle procedure generali. Dall’altra, il costante ricorso alle scorciatoie per la rapida conversione dell’economia basata sulla presenza dei militari verso un differente sviluppo fondato sul turismo.

Non è dato sapere se la sentenza costituirà un precedente in grado di bloccare in maniera definitiva lo sviluppo della Protezione civile Spa. Ma fin da oggi una cosa appare sicura: ancora una volta a pagare le conseguenze delle scelte governative sarà l’arcipelago della Maddalena.

 

FONTE: La Nuova Sardegna