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Eberhard con Audi al Melges per festeggiare i suoi primi 125 anni

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Non c'è solo il calcio, esiste anche la vela e come ogni sport che si rispetti, se è praticato ad alto livello, è altrettanto spettacolare, pur con tutti i distinguo che possono esistere tra diverse discipline.

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Per Dalton le novità potrebbero essere pericolose PDF Stampa E-mail
Martedì 07 Dicembre 2010 14:06

Dalton, boss di New Zealand attacca il regolamento: «Servono norme severe sulla nazionalità: Oracle ha solo un americano a bordo...» Grant Dalton, ceo e boss di Team New Zealand, è un mito della vela kiwi insieme a Peter Blake e Russell Coutts (nonostante il suo «tradimento» che lo ha visto passare ad Alinghi quindi a Oracle). E' un veterano degli Oceani: nella sua sacca da marinaio c'è tutto, dalla Sidney-Hobart al Fastnet, dalla Whitbread (che ha vinto due volte)-Volvo Ocean Race a The Race, e naturalmente la Coppa America. di Fabio Pozzo

LA STAMPA.IT - Fabio Pozzo. A Dubai lo incontro in un momento difficile. Sono appena terminate le semifinali dell'ultima tappa del Louis Vuitton Trophy, Team New Zealand è in finale con Oracle, gli americani vogliono gareggiare con le loro barche (due sono di Oracle, due di TNZ: i team dovrebbero ruotare, per non avere sempre le stesse), i kiwi si oppongono.


Dalton, che ne pensa della nuova formula dell'America's Cup 2013 (catamarani ad ala rigida e più spettacolo)?
«C'è voluto molto per digerire nuova formula e barche, ma una volta che abbiamo cominciato a farlo ci siamo resi conto che non era poi una così brutta idea. Certo, la prova che è stata un'idea centrata non la avremo naturalmente fino alla prossima Coppa».

E' indubbiamente una rivoluzione...
«Sicuramente è una rivoluzione, e come tale è anche pericolosa. Probabilmente pericolosa. Se sbagli, con questa svolta, sbagli di grosso perchè è radicale. Nella Formula 1, diversamente, hanno sì introdotto nuovi circuiti, come la Malesya, ma hanno tenuto anche quelli più tradizionali, come Monza....».

Team New Zealand ci sarà?
«TNZ vuole partecipare. Ci sono due ingredienti ancora da capire: località della finale e soldi. Diciamo che ci servono tra i 60 e i 70 milioni di euro».

Se vincerete nel 2013?
«Se vinceremo, pensiamo di introdurre una regola severa sulla nazionalità dei team. Nell'83 c'erano davvero australiani contro neozelandesi a Newport, oggi ci sono ovunque kiwi contro kiwi. Oracle ha un solo americano a bordo, noi ne avremo solo uno non kiwi....».

Pensa che ci saranno tanti team nel 2013?
«No, penso di no. Per questioni di budget e perchè molti sindacati pensano che sarà difficile vincere in quanto Oracle ha un grande vantaggio nella ricerca sull'ala rigida. Da sempre in Coppa America il defender ha avuto un vantaggio, ma questa volta è davvero troppo. Mascalzone Latino come Challenger of record (portavoce degli sfidanti, ndr) è stato molto collaborativo con gli americani...».

Ritiene che le regole non siano corrette?
«No, al contrario. All'apparenza le regole imposte dal defender mi sembrano corrette. Sarà poi la storia a giudicarlo».

Si parla di finale a San Francisco? Che ne pensa?
«A me starebbe bene.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Dicembre 2010 15:03