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Eberhard con Audi al Melges per festeggiare i suoi primi 125 anni

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Napoli e Coppa America, pro e contro PDF Stampa E-mail
Martedì 30 Agosto 2011 07:28

C’è chi discute sulla location, sulle infrastrutture provvisorie logistiche, sul costo eccessivo e sulla misteriosa trattativa. 10 milioni di euro: è il costo previsto per l’intera operazione di allestimento dell’indotto per la coppa Luis Vuitton, fase preliminare della Coppa America. In progetto sono: la realizzazione di infrastrutture provvisorie che riguardano l’area di Bagnoli, che, sebbene non siano ancora stati definiti i dettagli, sono un palco allestito sul molo, container e capannoni per sistemare le attrezzature, pontili galleggianti, oltre alle varie logistiche per il comfort. Non solo Bagnoli, comunque, ma anche il molo San Vincenzo per l’ormeggio dei grandi yacht e la darsena Acton per le barche a vela degli spettatori.

Da Il Mediano - Per quanto riguarda il molo San Vincenzo, l'Autorità portuale ha l’incarico di bonificare i fondali, dove sono stati individuati ben sette relitti. Emilio Squillante, capo dell’Autorità portuale, precisa che, oltre agli ormeggi, si realizzeranno infrastrutture provvisorie, "previo nulla osta della Marina militare che ha già manifestato il suo assenso", sia al molo San Vincenzo che alla darsena Acton. Il tutto nel rispetto dell’ambiente, in quanto gli americani chiedono rigorose garanzie per evitare l’inquinamento ambientale dei luoghi. Ecco come sono lievitati i costi iniziali, che, secondo il leader dell’opposizione Gianni Lettieri (foto), ammontavano a circa 1 milione e mezzo di euro.

Lettieri contesta molte cose: dall’inutilità delle infrastrutture provvisorie, che vede come uno spreco di denaro pubblico, alla scelta di Bagnoli come sede, che taglia fuori il centro storico di Napoli.
Secondo la sua opinione la scelta del Molo San Vincenzo, invece, avrebbe garantito alla città un ritorno economico maggiore, un risparmio sui costi e la realizzazione di strutture logistiche che poi sarebbero rimaste, ottimizzando l’uscita di denaro pubblico e valorizzando il porto di Napoli.

È sua opinione, inoltre, che: “la controparte americana stia approfittando dell’approssimazione dimostrata dal Comune fino a oggi e stia aumentando le proprie richieste. Mi risulta che i costi dell’operazione stiano lievitando notevolmente rispetto all’ipotesi iniziale e a quanto hanno pagato altre città”. Sottolinea, inoltre, che il trofeo velico Louis Vuitton è solo il preliminare della Coppa America, e riveste certamente meno importanza dell’evento clou, che si terrà nel Paese detentore del titolo, cioè gli Stati Uniti. Lamenta, ancora, che le trattative non siano trasparenti e che la cittadinanza ha il diritto di essere informata passo passo sugli sviluppi della trattativa, in quanto la segretezza riguarda le clausole imposte dagli americani, non quelle delle nostre Istituzioni.

La storia delle occasioni mancate a Napoli rendono pienamente legittime le opinioni dell’opposizione. La coppa Louis Vuitton al molo San Vincenzo, avrebbe dato certamente più lustro a Napoli e sarebbe costato senz’altro di meno. Una cornice come quella dell’antico molo, datato 1688, nel cuore della città, baluardo di difesa del porto, avrebbe dato un maggiore impulso a tutta l’economia della Campania. La contigua darsena Acton, meno antica ma confacente allo scopo, sarebbe stato un valido supporto logistico.
Il serio rischio è che questa occasione, presentata come irripetibile, imperdibile ed eccezionale, potrebbe finire per aggravare i già tanti problemi di Napoli.

Autore: Tonia Ferraro

 

FONTE: IlMediano.it