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Bagnoli e la sindrome della "Sora Camilla"... PDF Stampa E-mail
Lunedì 02 Gennaio 2012 21:30

Bella intervista del collega Raffaele Nespoli de Il Corriere del Mezzogiorno al presidente dimissionario di Bagnoli Futura. Dalle sue parole quello che si potrebbe evincere è che la questione Bagnoli nessuno la vuole affrontare. Praticamente "...tutti la vogliono e nessuno se la piglia". La decisione era stata preannunciata il primo novembre dal presidente Riccardo Marone e ieri, giovedì 29, puntualmente, il Consiglio di amministrazione della Bagnolifutura ha rimesso il proprio mandato. L'assemblea dei soci per la nomina del nuovo Consiglio è prevista per il 3 gennaio, quello che per ora è certo è che il nuovo presidente sarà un ex magistrato in pensione.


Di Raffaele Nespoli - Il Corriere del Mezzogiorno

Presidente Marone, quella di oggi (ieri per chi legge) è stata una decisione obbligata?
«Avevamo preannunciato le dimissioni, chiarendo che le avremmo rese ufficiali una volta terminata la parte di nostra competenza della Coppa America. Oggi quella parte è conclusa e quindi tutto è venuto di conseguenza».

Cambia il Cda ma il problema di Bagnoli oggi sono i soldi. Qual è la situazione dal punto di vista finanziario? «Grazie al lavoro che abbiamo svolto per la Coppa America sono stati sbloccati i fondi che erano fermi alla Regione da un anno e mezzo».

Decisione confermata nonostante la Coppa America non si faccia più a Bagnoli?
«Sì, la Regione ha confermato lo sblocco di questi fondi nonostante sia cambiato il luogo».

Di che somma si parla?
«Si tratta dei 15 milioni per completare Porta del Parco e il Parco dello Sport e poi dello sblocco del finanziamento per appaltare il primo lotto del Parco e la rete viaria. Altri 75 milioni. La Regione ha di recente adottato la delibera con la quale si approva il protocollo di intesa da firmare».

L'ipotesi di portare la Coppa America è tramontata, non si rischia che Bagnoli torni nel dimenticatoio?
«Mi auguro di no, sarebbe una sciagura, da quello che mi risulta l'intenzione dell'amministrazione è quella di rilanciare Bagnoli e credo che ci si riesca».

L'ostacolo più grande?
«Superare i veti incrociati e i tanti ‘‘soloni'' che si esprimono su Bagnoli sempre in negativo, senza mai offrire soluzioni propositive. Tutti si sentono autorizzati a parlare, forse in alcuni casi sarebbe meglio essere un po' più cauti».

Ritiene che ci sia stato un accanimento su Bagnoli?
«Credo che ci sia un'attenzione eccessiva che non porta a nulla, dovrebbero tutti smetterla di criticare e assumersi le proprie responsabilità. Si parla tanto di ritardi, ed è giusto, ma nessuno fa nulla per accorciare i tempi».

Dal punto di vista societario cosa si prospetta per Bagnolifutura?
«Ora sta all'assemblea nominare un nuovo consiglio di amministrazione».

Ha senso tenere in piedi la società, o rischia di trasformarsi in un simulacro vuoto? «Non posso rispondere a questa domanda, è una decisione che spetta ai proprietari. Quello che posso dire è che rispetto alle originarie ipotesi di scioglimento ci sia ora una volontà di rilancio della Bagnolifutura».

Queste le riflessioni del presidente uscente, ma sulle dimissioni del Cda si è espresso anche il sindaco de Magistris: «Apprezzo le dimissioni presentate dal Cda di Bagnolifutura con cui, in questi mesi, il Comune di Napoli ha lavorato in modo proficuo riscontrando lealtà istituzionale». Dichiarazioni che hanno trovato grande soddisfazione da parte dell'uscente Consiglio di amministrazione. «Siamo molto contenti — conclude Marone — che de Magistris abbia riconosciuto l'importanza di un lavoro complesso che si è svolto in questi mesi».

Fonte: Corriere del Mezzogiorno