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Non c'è solo il calcio, esiste anche la vela e come ogni sport che si rispetti, se è praticato ad alto livello, è altrettanto spettacolare, pur con tutti i distinguo che possono esistere tra diverse discipline. |
| Il primo Commodoro dello Yachting |
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| Mercoledì 01 Luglio 2009 00:00 |
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Splendide foto inedite documentano le vicende narrate. Maria Luisa Farris, giornalista e scrittrice molto legata alla sua Sardegna, si laurea in archeologia a Firenze nel 1995. Comincia ad appassionarsi di storia dello yachting e di regate nel 2002, quando entra a far parte dell’ufficio stampa dello Yacht Club Costa Smeralda di Porto Cervo. Negli anni seguenti si occuperà, sempre per il Club, della comunicazione istituzionale e delle pubbliche relazioni, dedicandosi inoltre al recupero e alla digitalizzazione dell’importante archivio fotografico YCCS. Estratti: “Ero stato a Porto Cervo per una regata, allʼinizio degli Anni Settanta. Durante la premiazione mi presentarono allʼavvocato Andrè Ardoin, che era uno dei quattro Soci Fondatori dello Yacht Club Costa Smeralda, creato pochi anni prima, nel 1967, da Sua Altezza il Principe Aga Khan. Parlando, gli dissi che stavo per lasciare la Marina. A Porto Cervo invece, mi disse Maitre Ardoin, sarebbero iniziati a breve i lavori di costruzione del porto, di un cantiere e di un nuovo edificio per lo Yacht Club, con lʼobiettivo di fare di Porto Cervo un punto di riferimento per il turismo e per la nautica. (….) Sarei stato interessato a prendere in considerazione l’idea di un trasferimento immediato in Costa Smeralda?” “L’11 settembre del 2001 erano in pieno svolgimento le regate di fine estate, e vi stava partecipando una folta flotta americana. Improvvisamente ci giunse la notizia dell’attacco alle Torri Gemelle. La televisione in Sala Blu trasmetteva in diretta le immagini della tragedia. Un silenzio irreale calò sulla Clubhouse, tutti ci radunammo in Club Lounge, molti cercavano di telefonare a casa ma le linee telefoniche con New York risultavano già interrotte. La notizia si era sparsa alla velocità di un fulmine e tutte le barche avevano fatto rientro in porto. Molti piangevano, attoniti davanti allo schermo”. Rientrato a Porto Cervo da Auckland a metà dicembre del 2002, Alberini creò un gruppo di lavoro volto ad approfondire le possibilità logistiche di una Coppa America in Costa Smeralda, e la volontà politica per questo compromesso: realizzare cioè le infrastrutture tecniche dei challengers nella zona dell’Arsenale della Maddalena, opportunamente ricostruita, mentre tutta la Gallura, con cuore a Porto Cervo, avrebbe offerto soluzioni per la logistica, l’accoglienza e l’hospitality agli sponsor, a stampa e visitatori. Tutte le strutture alberghiere e immobiliari della zona sarebbero state coinvolte. |