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Waterfront a La Spezia PDF Stampa E-mail
Giovedì 08 Ottobre 2009 06:53

Progetto del waterfront all’esame del Comitato portuale entro gennaio 2010; molo Garibaldi ultimato nel 2011, stazione marittima pronta per la fine del 2013. Sono tra le priorità segnate in rosso sull’agenda del presidente dell’Autorità portuale, Lorenzo Forcieri, che ieri ha presentato le linee programmatiche del Piano operativo triennale 2009-20011. Di tutto e di più sulla carta, dal terzo bacino alla fascia di rispetto, dalla ricollocazione delle Marine alla piattaforma ferroviaria logistica di Santo Stefano Magra, dalla cantierstica agli impianti energetici, alla valorizzazione del demanio marittimo.


In pratica, la realizzazione del Piano regolatore portuale che, ovviamente, non verrà completata in soli tre anni e ri chiederà un investimento colossale, 350 milioni di euro. Per il momento disponibili per infrastrutture, in parte già finanziate ci sono 68 milioni per il 2009, 53,9 per il 2010, 73,3 per il 2011.

Due aspetti stanno particolarmente a a cuore a Forcieri: muoversi agilmente, senza lacci e lacciuoli burocratici pur nell’impegno di una condivisione degli obiettivi con istituzioni locali e cittadini; battersi perché venga approvata la legge sull’autonomia finanziaria delle Autorità portuali che consentirebbe ai porti virtuosi di impiegare una parte degli introiti fiscali per approntare le infrastrutture necessarie.

Di carne al fuoco ce n’è tanta. Cominciamo dalla centralità del progetto del waterfront. «E’ la sfida più ambiziosa del triennio e, proprio per questo, la più affascinante - ha detto Forcieri - Il problema si pone sotto un duplice aspetto: lo strumento e la modalità di realizzazione, il rapporto con i possibili investitori. Dobbiamo accelerare la definitiva realizzazione del masterplan e le decisioni sullo strumento con cui portare avanti il progetto. L’Authority è favorevole a creare solo quegli strumenti strettamente necessari allo scopo. Economicità, efficacia ed efficienza dovranno essere privilegiati». Come dire scordiamoci la costituzione della società di gestione ad hoc che era stata ventilata. Del waterfront elemento imprescindibile è la stazione marittima, definita «volàno fondamentale per il rilancio del territorio e della sua economia e per la cui realizzazione non scartiamo l’ipotesi di procedere anche a stralci». Per quanto riguarda l’attuazione del Prp e i programmi di indirizzo, le esigenze prioritarie riguardano la razionalizzazione degli spazi demaniali secondo una sequenza logica di interventi. Le principali direttrici della prima linea strategica dell’Autorità portuale riguardano il porto mercantile e la riorganizzazione degli spazi ad esso riservati con completamento delle opere di infrastrutturazione del primo bacino (molo Garibaldi e trasferimento infrastrutture ferroviarie a tergo di calata Paita), trasferimento delle attività terminalistiche da calata Paita, razionalizzazione e riorganizzazione di spazi e strutture per i servizi portuali (rimorchiatori, piloti, ormeggiatori, vigili del fuoco, guardia di finanza, polizia di frontiera). Nuove opere marittime riguarderanno il completamento del terzo bacino portuale (Terminal di levante e Marina del Canaletto), con trasferimento delle marine “storiche” dei quartieri di Canaletto e Fossamastra «Contestualmente alle infrastrutturazioni previste nel porto mercantile, il Pot individua come opera prioritaria l’implementazione della prevista fascia di rispetto tra porto e città, con modalità di realizzazione concordate con enti e amministrazioni locali, nel rispetto di accordi e impegni già sottoscritti - ha rimarcato Forcieri - Lo sviluppo dello scalo, sia come infrastrutture che come movimentazione merci, non può prescindere dalla realizzazione delle previste opere di miglioramento ambientale». A proposito dei rapporti con il territorio, da sottolineare l’intervento della’Associazione Cadimare 2000 attraverso il suo presidente, Giuseppe Meola.


FONTE: Il SecoloXIX