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Non c'è solo il calcio, esiste anche la vela e come ogni sport che si rispetti, se è praticato ad alto livello, è altrettanto spettacolare, pur con tutti i distinguo che possono esistere tra diverse discipline. |
| Lo Sport influenza la comunicazione? |
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| Giovedì 10 Dicembre 2009 13:55 |
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A condurre i lavori del convegno Alberto Acciari e Roberto Ciampicacigli, rispettivamente CEO di Acciari Consulting e Direttore di Censis Servizi, che hanno guidato sui temi del convegno gli ospiti Giorgio Tagliacarne, direttore marketing di Q8, Fedele Usai amministratore delegato di TBWA e Nicola Sinisi direttore di Sipra Lab. Gli elementi presentati da Acciari tengono ad enfatizzare come lo sport sia un fenomeno sociale in grado di influenzare la comunicazione, particolarmente per quegli sport definiti "tribù" in quanto in grado di richiamare l'attenzione delle strategie di marketing delle aziende attente ai fenomeni sociali. Il popolo del rugby, della vela, del motociclismo, del golf rappresentano le nuove segmentazioni e sempre più stanno creando le loro nicchie. Interessante l'esempio fatto sulla forza comunicativa dello sport: per lanciare turisticamente una località è più conveniente ospitare un'Olimpiade, una Coppa America di vela o un'Expo? Nell'immaginario collettivo parlando di Spagna viene prima in mente Valencia, Barcellona o Siviglia? La risposta è implicita nella domanda.
Secondo Fedele Usai, responsabile di una nota agenzia di comunicazione, in momenti di crisi economica, morale o sociale lo sport è sempre venuto a dare una mano al mondo contemporaneo: nel primo dopo guerra le vittorie di Gino Bartali al Giro d'Italia del 1946 e del Tour de France del 1948 aiutarono l'Italia a uscire dagli effetti della seconda guerra mondiale, nel 1995 la vittoria al Campionato del Mondo di rugby dei sudafricani Springboks aiutarono Nelson Mandela a far uscire una nazione dall'apartheid, fino al più recente Campionato del Mondo di calcio del 2006 che permise sempre all'Italia di ritrovarsi dopo la crisi di valori del calcio di Moggi e della politica in generale. Il direttore della concessionaria Rai, Nicola Sinisi, ha invece iniziato il suo intervento facendo riferimento al cuoco della nazionale di calcio che è diventato un riferimento nel mondo della fan base sportiva e quindi di come, grazie al mezzo TV, un testimonial "vicino" al calcio e il brand che lo rappresenta (Nutella) sia entrato nei cuori della gente che ama la nazionale. Oggi nel media mix occorre cercare i macro target senza dimenticare i mini trend che sono quelli che probabilmente generano i successi più duraturi per i marchi. Sinisi ha concluso il suo intervento sottolineando come lo sport per le aziende sia sempre un assegno messo in banca, in quanto non genera mai sorprese nel ritorno sull'investimento. Da ultimo Roberto Ciampicacigli ha esposto i risultati della ricerca che tra gli aspetti più interessanti ha riportato che:
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