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Forse qualcuno ricorderà che lo scorso anno la famosa regata francese oceanica, la Route du Rhum, è diventata famosa anche in Italia grazie a due ragazzi che l'hanno resa epica. Da un lato Andrea Mura che con il suo Vento di Sardegna ha dominato una classe poco numerosa e dall'altro Marco Nannini che con il suo....

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Porto turistico di Bari, pronto il piano PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Marzo 2010 09:08

Dinanzi all´ingresso monumentale della Fiera: gestione agli enti, potrà ospitare sino a 400 yacht. Anche gli yacht attraccheranno a Bari. La giunta Emiliano è pronta a portare in consiglio una variante al piano regolatore generale che permetterà la realizzazione di un porto turistico per navi di extra lusso. La delibera predisposta dai tecnici dell´Urbanistica è già sulla scrivania dell´assessore Elio Sannicandro che, nelle prossime settimane la sottoporrà prima alla commissione urbanistica e poi al voto del consiglio. La Portofino barese sorgerà all´ombra del faro di San Cataldo. Turisti, vip, miliardari e sceicchi potranno ormeggiare a due passi dalla Fiera del Levante che, insieme a Comune di Bari e Autorità portuale ha firmato un protocollo d´intesa per la creazione del porto turistico barese.

di Paolo Russo - L´area del molo di San Cataldo fu destinata dalla prima amministrazione Di Cagno Abbrescia all´approdo di traghetti. Un terminal bis da affiancare a quello già esistente, per accogliere le navi passeggeri in arrivo ogni giorno da Grecia e Albania. Ma l´amministrazione Emiliano ha un´idea diversa per lo sviluppo infrastrutturale del porto: anziché creare un doppione vuole puntare su un mercato redditizio in forte espansione: quello dei (ricchi) turisti del mare. Ma per farlo deve modificare il piano regolatore. E trasformare l´area da approdo per traghetti a porto turistico.

Lo studio di fattibilità dell´opera, presentata lo scorso maggio prevede la creazione di 400 posti barca e banchine in grado di offrire tutti i servizi necessari ai capitani della domenica: servizi di manutenzione e rifornimento idrico ed elettrico, alaggi e una serie di servizi aggiunti di primo livello utili ad intercettare mega yacht e navi da crociera di piccola e media stazza che rispondono al segmento del lusso.
La nascita del porto, secondo i tecnici dell´Urbanistica, contribuirà alla riqualificazione dell´intero fronte mare del quartiere. E non stravolgerà solo la fisionomia del molo: si parla già della nascita di un parcheggio da 500 posti auto al servizio dei diportisti.

Parallelamente al lavoro del Comune di Bari, anche l´Autorità portuale sta lavorando alla nascita del nuovo porto. «A breve – assicura il presidente Franco Mariani – pubblicheremo il bando per la progettazione esecutiva dell´opera. Il traffico merci e passeggeri è cresciute enormemente in questi anni. La nascita del terminal turistico ci permetterà di rintracciare anche i diportisti che oggi sono costretti ad ormeggiare lontano da Bari». L´intervento è inserito nel "Piano strategico BA2015" e sarà finanziato con i fondi strutturali europei.

E´ ancora arenato, invece, il progetto per l´altro approdo turistico di Bari. Quello che dovrebbe sorgere tra il Barion e la rotonda. A consigliare cautela al Comune sono state le proteste di associazioni e ambientalisti per l´eccessivo impatto che l´opera potrebbe avere sul Lungomare monumentale. Il progetto prevede infatti la creazione di un ponte sospeso un parcheggio interrato sotto piazza Diaz. Ma, a discapito di questi interventi, il porto turistico in pieno centro non potrebbe accogliere gli yacht più grandi, a causa della scarsa profondità del fondale.

A San Cataldo, invece, simili problemi non ce ne sarebbero. Anzi, l´opera potrebbe, da sola, contribuire a rilanciare l´intero quartiere. Un effetto collaterale in cui spera la giunta Emiliano: il programma per la riqualificazione del lungomare di San Girolamo, infatti, è fermo a causa dei ricorsi presentati dalle ditte escluse dalla graduatoria finale. Il ricorso presentato dal gruppo Studio Nicoletti è stato accolto e verrà discusso nel merito in data il prossimo 9 giugno.

FONTE: Repubblica (09 marzo 2010)