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Il business dei porti nel mirino dei sindaci PDF Stampa E-mail
Martedì 18 Maggio 2010 10:37

Anzio e Fiumicino, sfida all’ultimo posto barca. E Ostia vuole i collegamenti con la Sardegna. A Fiumicino posano la prima pietra proprio di fronte al vecchio faro, suscitando le invidie tra chi sta fermo al palo. A Ostia raddoppiano a sorpresa i posti barca e ad Anzio fanno «pressing» sulla presidente della Regione Renata Polverini per approvare il progetto del nuovo approdo, al quale manca solo il rilascio della concessione. È la «guerra dei porti» del Lazio, un business che sta crescendo con un’offerta di posti barca stimata a 7 mila ancoraggi ma che presto potrebbe superare i 10 mila. Corriere.it

Da Corriere.it - Costruire un approdo è un motivo di orgoglio campanilistico e assieme la possibilità di aprire la strada a un indotto che smuove edilizia (con nuovi quartieri e strade dietro ai moli) e commercio (negozi, ristorazione, brokeraggio). Ma il business accende la rivalità tra cittadine costiere. È il caso di Ostia e Fiumicino: mentre sulla sponda destra del Tevere con la benedizione del sindaco Mario Canapini sono partiti i lavori per la costruzione del nuovo approdo turistico (1445 posti barca) su quella sinistra - l’argine capitolino - a sorpresa effettuano una specie di sprint in «zona Cesarini», accelerando i tempi della conferenza dei servizi che prevede il raddoppio degli ormeggi da 900 a circa 1600. Non solo. Gli ancoraggi potrebbero consentire l’attracco di aliscafi e traghetti veloci, un affare «strappato» a dirimpettai di Fiumicino che hanno visto la Tirrenia in crisi abbandonare l’imbarcadero del porto canale da dove si partiva per Olbia.

Intanto ad Anzio una società a capitale pubblico attende la concessione per 860 ormeggi. Qui l’ex sindaco Candido De Angelis, senatore Pdl, prima delle ultime elezioni era entrato in tackle duro su Esterino Montino, a marzo «reggente» a via della Pisana. «La giunta Marrazzo ha approvato la variante al piano regolatore intervenendo sulla foce del Tevere, una zona a rischio di dissesto idrogeologico - aveva sostenuto in un’interrogazione parlamentare l’esponente del centrodestra - senza che nessun ambientalista abbia protestato». Non solo. «Il centrosinistra ha tutelato Fiumicino e bocciato il progetto di Anzio» puntualizza De Angelis che si appella al governatore Polverini «per un sollecito rilascio della concessione».

E il business continua a correre. Si moltiplicano le proposte per nuovi ormeggi. C’è la darsena ipotizzata a Cala dell' Acqua a Ponza, con 500 posti barca in un tratto «classificato dallo stesso Piano regionale - si legge in un dossier di Legambiente - come a elevato rischio ambientale». E poi le marine a Montalto di Castro 600 posti), Ladispoli (400) e per gli ampliamenti a Santa Marinella (che passerebbe da 210 a 500), Terracina (da 120 a 500). La lista prosegue con altri 4 mila ancoraggi divisi tra Ostia (Canale dei pescatori) Civitavecchia, Fregene, Torvaianica, Sperlonga, Vindicio e Santa Marinella, dove i battelli potrebbero «sfrattare» i surfisti che frequentano lo «spot-cult» Banzai beach.

 

Alessandro Fulloni
Sul Corriere della Sera in edicola, Cronaca di Roma a pagina 3
17 maggio 2010

FONTE: Corriere.it