Frontpage SlideShow

Click on the slide!

America's Cup Luna Rossa Swordfish

courtesy Max Ranchi Luna Rossa Swordfish

Click on the slide!

Puma Mar Mostro

Itajai Puma Pavillon

Click on the slide!

Red Bull Youth AC

Welcome to Red Bull in America's Cup

Altri...
Click on the slide!

America's Cup Venice

Luna Rossa si allena davanti San Marco

Click on the slide!

Ferretti Custom Line

Custom Line 124

Ferretti presente un 124" Custom

Altri...
Click on the slide!

Rio Boat Show 2012

F620

Ferretti Brasil espone il F620

Click on the slide!

Eberhard & Co

Eberhard con Audi al Melges per festeggiare i suoi primi 125 anni

Eberhard con Audi al Melges per festeggiare i suoi primi 125 anni

Altri...
Click on the slide!

Groupama Sailing Team

Groupama

Groupama sailing on Champs Elysees in Paris

Altri...
Click on the slide!

AC45, very dangerous!

ETNZ, a sailing brand

Emirates Team New Zealand, Camper and Nespresso on board

Frontpage Slideshow (version 2.0.0) - Copyright © 2006-2008 by JoomlaWorks

Sponsors

Sailor no limits

 

Non c'è solo il calcio, esiste anche la vela e come ogni sport che si rispetti, se è praticato ad alto livello, è altrettanto spettacolare, pur con tutti i distinguo che possono esistere tra diverse discipline.

Leggi l'articolo

Nuovi spunti di riflessione sull'Osservatorio Nautico Nazionale PDF Stampa E-mail
Sabato 08 Ottobre 2011 05:24
Confindustria Nautica: dallo studio sulla portualità turistica dell’’Osservatorio Nautico Nazionale nuovi spunti di riflessione. Concessioni troppo brevi ed incidenza degli spazi non redditizi rischiano di affossare lo sviluppo della portualità italiana. Dai dati emerge la necessità di ampliare la capacità di offerta alla clientela internazionale stanziale. E’ stata presentata stamattina l’Indagine nazionale sulle concessioni demaniali destinate alla portualità turistica, commissionata all’Osservatorio Nautico Nazionale da Assomarinas, ASSO.N.A.T. ed UCINA. Il lavoro ha analizzato le caratteristiche principali dei porti turistici italiani allo scopo di evidenziare gli ambiti che ad oggi rappresentano un limite per la redditività delle strutture ed individuare le aree di miglioramento utili ad accrescerne la competitività anche a livello internazionale.
La prima nota dolente rilevata riguarda la ridottissima capacità di attrarre clientela d’oltre confine, che oggi rappresenta mediamente meno del 10% del totale. Un indicatore che esplicita la necessità di adeguare la qualità e l’offerta dei servizi delle nostre strutture portuali alle richieste di una clientela più difficile ed esigente. Riguardo alle concessioni demaniali, è stato rilevato che la durata media è pari a circa 40 anni per i marina, un tempo giudicato insufficiente per ammortizzare gli investimenti necessari alla loro realizzazione.  A questo si aggiunge la bassa correlazione tra i canoni portuali e il numero di posti barca, elemento che più influisce sui ricavi delle strutture.

L’analisi mostra infatti come la percentuale di spazi non redditizi, ovvero le aree verdi, gli spazi d’interscambio, piuttosto che la quota di specchio acqueo destinata alla movimentazione delle barche, oscilli tra il 13% dei poli funzionali e il 20% dei marina, influenzando significativamente la redditività complessiva a svantaggio di questi ultimi. L’esame dell’Osservatorio Nautico Nazionale ha infine rilevato l’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato delle strutture portuali, in particolare sui marina, che, oscillando intorno al 4%, appesantisce significativamente la loro redditività. Il dato sale al 7%, soglia pressoché insostenibile, nel caso delle concessioni demaniali rilasciate dopo il 2004.

A conclusione della presentazione dello studio, sono intervenuti i presidenti delle tre associazioni di riferimento: Anton Francesco Albertoni (UCINA), Roberto Perocchio (Assomarinas) e Luciano Serra (ASSO.N.A.T.) Perocchio e Serra, dopo aver ricordato come i controlli fiscali persecutori delle scorse stagioni abbiano danneggiato il turismo nautico (calo dei transiti stimato intorno al 15%), hanno sottolineato la necessità di mettere in rete il sistema portuale italiano come avviene in altri paesi del Mediterraneo, quale indispensabile strategia per offrire servizi sinergici e, allo stesso tempo, salvaguardare le attività locali esistenti.

Albertoni ha ricordato come la storica carenza di posti barca dell’Italia abbia frenato per decenni lo sviluppo del settore: “Certamente non può accadere che oggi, di fronte alla crisi economica che colpisce anche i porti, si voglia giocare al rialzo delle tariffe. Serve sicuramente una politica di Governo e Regioni per dirimere la questione dei canoni demaniali, ma le aziende portuali devono sapersi mettere sul mercato internazionale, come oggi fa l’industria, la cui produzione nautica è venduta per oltre il 70% all’estero”.