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Non c'è solo il calcio, esiste anche la vela e come ogni sport che si rispetti, se è praticato ad alto livello, è altrettanto spettacolare, pur con tutti i distinguo che possono esistere tra diverse discipline. |
| Il giornalismo sponsorizzato |
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| Venerdì 13 Marzo 2009 10:00 |
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Il Codacons ha sollevato il problema della commistione tra pubblicità e informazione e chiederà al Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti di revocare il “Codice di comportamento del giornalismo turistico/di viaggi” appena approvato dall’Ordine lombardo. Quali implicazioni? Torna ad aprirsi il dibattito sul tormentone della cosiddetta “informazione sponsorizzata”, quella cioè realizzata grazie ad ospitalità, viaggi e altre spese a carico, anziché dei giornali, di soggetti che, volere o volare, hanno interesse a mettere il loro “zampino” per orientare ai propri fini il lavoro dei colleghi da loro “spesati”. Il problema, delicatissimo, coinvolge moltissimi settori del giornalismo. Ora è stato riportato al centro dell’attenzione dal Codice di comportamento del giornalismo turistico/di viaggi, approvato nei giorni scorsi dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia, che, tra l’altro, ammette la legittimità dei “reportage con sponsor” purché nel contesto di notizie e servizi pubblicati si renda poi sempre noto al lettore, con adeguati “ringraziamenti”, chi ha pagato le spese e nel contempo si respingano però tutti i variegati e possibili condizionamenti con i quali gli “sponsorizzatori” cercano di fare il loro mestiere. Un dissenso senza mezzi termini a queste regole è arrivato dal Codacons**, una delle più note organizzazioni che rappresentano i consumatori italiani. Il “no” è secco, tanto che i rappresentanti dei consumatori hanno annunciato che chiederanno l’annullamento del “Codice” dell’Odg lombardo al Consiglio nazionale dell’Ordine. “L’Ordine dei giornalisti della Lombardia – afferma il Codacons in un comunicato – ha deliberato un Codice deontologico per i giornalisti turistici, legittimando di fatto la produzione sponsorizzata dell’ informazione, purché, “chi ha reso possibile l’organizzazione del viaggio” sia “pubblicamente ringraziato nel contesto dell’articolo”. Il Codacons respinge il Codice, considerandolo controproducente e in netta contraddizione con le stesse norme della “Carta dei doveri” con la quale l’Ordine nazionale regola il lavoro dei giornalisti italiani. Così il Codacons, ritenendolo un pericoloso precedente, ha deciso di ricorrere al Consiglio Nazionale per chiederne l’annullamento”. “Ricordiamo – prosegue il comunicato – che fu il Codacons con un esposto al Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia nel 2005 e poi al Consiglio nazionale nel 2006 a sollevare il problema della commistione tra pubblicità e informazione, denunciando in particolare come la gran parte dell’informazione turistica offerta ai lettori sia abitualmente prodotta a spese, anziché dell’editore o dei singoli giornalisti, dei soggetti economicamente interessati ad orientare i lettori verso quelle determinate mete turistiche (enti del turismo, tour operator, hotel, compagnie aeree …). Fonte: Ferpi |
| Ultimo aggiornamento Sabato 14 Marzo 2009 08:04 |