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Eberhard con Audi al Melges per festeggiare i suoi primi 125 anni

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Per Onorato si può fare il waterfront a Napoli PDF Stampa E-mail
Mercoledì 13 Maggio 2009 08:17

  Onorato: «Sì al nuovo waterfront, Punzo si affidi al genio di Renzo Piano» Da Milano il patron di Mascalzone Lati­no: «Ha rifatto il porto di Genova, a Napoli può fare meglio»

Dal Corriere del Mezzogiorno: NAPOLI — Da Milano Vincenzo Onorato, il patron di Mascalzone Lati­no, sbotta: «Finalmente una buona no­tizia. A Napoli, lo diciamo dalla notte dei tempi, si può fare tutto, ma c’è bi­sogno che qualcuno cominci. Per quanto riguarda me e le mie compe­tenze sono a disposizione, un cenno e vengo. I nomi degli imprenditori che si fanno in questi giorni, comunque, sono di sicuro affidamento e mi per­metto di dare a Punzo un consiglio: di queste cose parli con Renzo Piano che ha costruito il Vulcano buono. Renzo ha rifatto il porto di Genova che ora è una splendida terrazza a mare, a Napo­li un genio come lui può divertisrsi an­cora di più».

Il sasso lanciato nello stagno dal presidente del Gruppo Cis-Interporto ha finalmente dato una spallata al di­battito. I politici delle due sponde han­no sottoscritto il «patto di responsabi­lità » e gli imprenditori si sono uniti entusiasticamente al coro. E lo stesso ha fatto il cardinale Sepe: «Quando si fa squadra anche i problemi più diffici­li possono essere affrontati e risolti. E questo anche il pensiero di Giorgio Na­politano e allora non resta che passare all’azione». Sembra di capire che ci sia una grande voglia di tirarsi su le mani­che, insomma, e chi è abituato a fare di conti e a scommettere sul futuro sa che in tempi di recessione l’errore più marchiano che si possa commettere è ritirarsi nel guscio, rimanere sulla di­fensiva.

Bisogna attaccare, invece, osa­re, e i nomi dei colleghi che hanno ide­almente stretto la mano a Gianni Pun­zo posseggono la cultura del fare: il neo presidente del Banco di Napoli En­zo Giustino, Maurizio Marinella, Sergio Maione del gruppo Excel­sior- Vesuvio, Marco Zigon patron di Getra, Michele Rubino, ammini­­stratore unico di Caffè Kimbo, Pa­olo Scudieri, vicepresidente dell’Unione degli industriali, e tanti altri ancora. Onorato, anche lei ha più vol­te proposto la valorizzazione del waterfront portuale. E ha vinto una piccola battaglia realizzando una scuola di vela per gli scugnizzi dei rioni a rischio in alcuni locali dell’Ammiraglia­to. «È vero e siamo contenti, nel no­stro piccolo, di quello che abbia­mo fatto, ma la proposta Punzo ha un respiro ben diverso, molto più profondo perché fi­nalmente può mo­bilitare, con il consenso dei politici sen­za distin­zioni di colore, un progetto di straordinario impatto ambientale, turistico e occu­pazionale».

«IL MARE NON BAGNA NAPOLI» - Chiariamo meglio il concetto. «Napoli non ha un vero contatto con il mare che, invece, potrebbe esse­re la grande industria del futuro». Il governatore Bassolino rivendica con orgoglio l’abbattimento del mu­ro che divideva il porto dalla città. «È vero quel muro è crollato, ma non basta. Se non ricordo male a quel gesto simbolico doveva seguire un progetto anzi una serie di progetti di riqualificazione, cioè la valorizzazione del waterfront. La proposta di Punzo va in questa direzione e pare che quae­sta volta ci sia davvero voglia di far se­guire i fatti alle promesse». Parliamo dei fatti, cioè delle priori­tà. «Il fronte mare è un’area che va riempita di attività. A Sidney in pochis­simi anni sono sorti ristoranti, aree per lo shopping, pontili galleggianti anche maxi-yachts, club, scuole di ve­la e di marineria». A Napoli si può fare lo stesso. «Si può fare di più, ma la premessa è un accordo a trecentosessanta gradi che comprenda le istituzioni (incluso le Soprintendenze) e le forze imprendi­toriali».

IL MOLO SAN VINCENZO - Il suo pallino è il Molo San Vincen­zo. «Può diventare una meravigliosa passeggiata a mare e ospitare anche i crocieristi. Prima parlavamo di maxi­yachts e il riferimento non è peregrino perché il turismo è specializzazione e qualità. Napoli ha perduto l’occasionis­sima della Coppa America perchè non offriva garanzie sul piano dell’investi­mento. Questo è il vuoto che bisogna colmare e la proposta Punzo è esplici­ta perchè tiene conto, anche se non ne fa cenno, del vecchio bacino borboni­co che è un monumento bellissimo da valorizzare e potrebbe diventare uno straordinario polo di attrazione». Tra le attività che dovrebbero riempire il waterfront c’è anche l’Ac­cademia della vela. «Un anno fa lanciai una proposta che è caduta nel vuoto, oggi mi sem­bra il caso di recuperarla e riproporla». Ci dica. «Penso alla possibilità di organizza­re una serie di match races tra le bar­che che partecipano alla Coppa Ameri­ca. Si potrebbero invitare i più grandi skipper del mondo, che verrebbero di corsa, e le gare si potrebbero seguire da via Caracciolo. Uno show come que­sto, che richiamerebbe le televisioni di tutto il mondo, si può organizzare solo a Napoli, caro Punzo, e io le rivol­go un invito pressante: non molli la presa».