Cantieri

Heysea firma un nuovo catamarano da 40M

Il Cantiere cinese Heysea Yachts ha annunciato la firma di un contratto per un nuovo catamarano motor yacht da 40 metri. Firmato ad ottobre di quest'anno, il nuovo proprietario è il CEO e azionista della China Cup International Regatta.

News of the week

6 team 6 eventi prima delle Bermuda: ETNZ è OK

Grant Dalton CEO di Emirates Team NZ, colui che negli ultimi 29 anni ha guidato uno dei più forti team velici mai creati, ha lasciato il suo commento alla stampa sulla scelta delle Bermuda come venue della 36°edizione della Coppa. Dalton ha rilasciato la sua dichiarazione da Auckland, base di Emirates Team New Zealand, affermando che la scelta di questa località nel Mare Atlantico non è poi così eccezionale. Già da tempo c'erano segnali in questa direzione. Il team avrebbe preferito come scelta finale della sede continentale statunitense, San Diego. Dalton ha anche detto che il principale vantaggio di Bermuda è la vicinanza ai mercati europei da un punto di vista del fuso orario e quindi per la televisione. Ha aggiunto che si aspettava un maggiore interesse da parte di più team. Ma così non è stato.  'Mentre San Francisco è stato un evento straordinario e non c'erano molte squadre, questa volta ci sono più squadre confermate, ma forse si poteva arrivare a 10. Di queste 6 ben 4 sono europee. Italia, Inghilterra, Francia, Svezia, a cui si aggiunge Nuova Zelanda e il Defender Oracle.  Nonostante la sede sia in Bermuda, Emirates Team New Zealand è pronta. "Siamo una squadra neozelandese e rimarremo qui fino all'ultimo momento. Non ci sono informazioni in merito a concessioni di incentivi finanziari offerti agli sfidanti per la sede alle Bermuda. Bermuda ci offre sfide in termini di ospitalità. Ma Omega, per esempio, in realtà ha apprezzato Bermuda perché è diverso dal punto di vista dell'ospitalità. Ci sono vantaggi e svantaggi alle Bermuda, ma avremmo preferito San Diego. Abbiamo piani di business insieme per mediio e lungo termine - ha detto Dalton, parlando a una trasmissione in un lunga intervista -  I nostri piani non sono luogo dipendenti, ha aggiunto. A questo si è aggiunto che Auckland avrà il suo America's Cup World Series sicuramente a gennaio 2017 se possibile anche nel 2016. Difficile il 2015. Quindi manca ancora da annunciare cosa si realizzerà in Francia e poi il quadro è completo.

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6 team 6 eventi prima delle Bermuda: ETNZ è OK

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Grant Dalton CEO di Emirates Team NZ, colui che negli ultimi 29 anni ha guidato uno dei più forti team velici mai creati, ha lasciato il suo commento alla stampa sulla scelta delle Bermuda come venue della 36°edizione della Coppa. Dalton ha rilasciato la sua dichiarazione da Auckland, base di Emirates Team New Zealand, affermando che la scelta di questa località nel Mare Atlantico non è poi così eccezionale. Già da tempo c'erano segnali in questa direzione. Il team avrebbe preferito come scelta finale della sede continentale statunitense, San Diego. Dalton ha anche detto che il principale vantaggio di Bermuda è la vicinanza ai mercati europei da un punto di vista del fuso orario e quindi per la televisione. Ha aggiunto che si aspettava un maggiore interesse da parte di più team. Ma così non è stato.  'Mentre San Francisco è stato un evento straordinario e non c'erano molte squadre, questa volta ci sono più squadre confermate, ma forse si poteva arrivare a 10. Di queste 6 ben 4 sono europee. Italia, Inghilterra, Francia, Svezia, a cui si aggiunge Nuova Zelanda e il Defender Oracle.  Nonostante la sede sia in Bermuda, Emirates Team New Zealand è pronta. "Siamo una squadra neozelandese e rimarremo qui fino all'ultimo momento. Non ci sono informazioni in merito a concessioni di incentivi finanziari offerti agli sfidanti per la sede alle Bermuda. Bermuda ci offre sfide in termini di ospitalità. Ma Omega, per esempio, in realtà ha apprezzato Bermuda perché è diverso dal punto di vista dell'ospitalità. Ci sono vantaggi e svantaggi alle Bermuda, ma avremmo preferito San Diego. Abbiamo piani di business insieme per mediio e lungo termine - ha detto Dalton, parlando a una trasmissione in un lunga intervista -  I nostri piani non sono luogo dipendenti, ha aggiunto. A questo si è aggiunto che Auckland avrà il suo America's Cup World Series sicuramente a gennaio 2017 se possibile anche nel 2016. Difficile il 2015. Quindi manca ancora da annunciare cosa si realizzerà in Francia e poi il quadro è completo.

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Bermuda, un paradiso per l'America's Cup

on . Posted in AC/LVC

Bermuda è un territorio d'oltremare britannico costituito da un arcipelago che comprende circa trecento isolotti corallini, venti dei quali abitati, detti le Bermude. Il capoluogo è Hamilton, situato nella Grande Bermuda. L'arcipelago di Bermuda insieme alla Florida e a Puerto Rico dà il nome al cosiddetto "triangolo delle Bermude". Bermuda è considerata un paradiso fiscale. Il sistema fiscale italiano, col Decreto Ministeriale 04/05/1999, l'ha inserita tra gli Stati o Territori aventi un regime fiscale privilegiato, nella cosiddetta Lista nera, ponendo quindi limitazioni fiscali ai rapporti economico commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane ed i soggetti ubicati in tale territorio. Bermuda applica tasse dirette molto basse su redditi di persone fisiche o giuridiche. Il sistema fiscale locale si basa su diritti doganali, tasse da redditi e sui consumi. Ecco l'opportunità intravista da Russell Coutts. E ora domanda: oltre alle bellezze naturali ci sono altre attrazioni che permetteranno di popolare di turisti le isole più care del pianeta?

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Alla fine è successo, però nel migliore dei modi

on . Posted in Oceano

Spettacolo, intrattenimento, adrenalina, voglia di essere a bordo. Queste sono tra le componenti che gli organizzatori di qualsiasi evento sportivo cercano per catturare fan e quindi rendere l'evento appetibile per gli sponsor. Alla fine anche la Volvo Ocean Race ha trovato il "caso" per far parlare di sé. Sul web si moltiplicano i commenti dei velisti della domenica su come sia possibile che esperti navigatori prendano una secca e facciano distruggere una barca di 65 piedi. Cominciamo con il dire che Chris Nicholson non è certo l'ultimo arrivato nel mondo della vela in generale e della vela oceanica in particolar modo, visto che nella precedente edizione ha portato a casa un secondo posto con il team Camper. Coppa America con Team New Zealand ed altre esperienza lo rendono un'icona imbattibile. Quindi quello che è successo sicuramente è frutto di un momento che può capitare a chiunque, anche super esperto ed allenato. L'intervista che oggi il media office della Volvo rende pubblica enfatizzano l'aspetto umano dietro un incidente paradossale. La convinzione generale è che l'accaduto può portare un numero di appassionati ancor maggiore all'evento gestito magnificamente da Knut Frostad, perché ha reso umana una macchina perfetta come, è il caso di dirlo, la Volvo Ocean Race. Quindi è successo l'imponderabile ma a differenza della Coppa America dove è scappato il morto (l'inglese Andrew Simpson con Artemis Racing) qui il controllo e la preparazione hanno ridotto ai minimi termini l'imprevisto. Ricordiamo che Team Vestas è arrivato per ultimo all'iscrizione della regata, quindi è probabile che qualcosa sia mancato nella preparazione dell'imponderabile, però oggettivamente tutto è stato compensato dalla gestione centralizzata della VOR. America's Cup hai ancora tanto da apprendere perché l'organizzazione di un ente terzo è ancora l'unica soluzione per tornare ad avere pubblico. Di seguito il testo integrale dell'intervista di Nicholson.

ISAF

Il futuro è lì!

Senza inutili parole l'unica cosa che si può dire di questa edizione di Abu Dhabi dell'Isaf World Cup of Sailing 2014 è che il futuro di questi eventi velici è inevitabilmente nel mondo arabo. Come la ForumlaUno ha capito che i soldi sono nelle terre arabe, anche il presidente Croce sta colmando il gap economico verso gli altri sport, portando lo spettacolo della vela laggiù. Del resto un montepremi di 200mila dollari anche se è poco rispetto ad altri sport, è probabilmente la cifra più alta pagata per un circuito di derive olimpiche. 

Saloni

London Boat Show 2015 una nuova esperienza

Una serie di nomi nuovi si sono  aggiunti al London Boat Show per l'evento 2015 presso l’Excel Centre che inizia a prendere forma. Sunseeker International, Princess Yachts, Jeanneau, Cockwells, Williams Performance Tenders e Ribeye, si stanno unendo ai cantieri del calibro di Beneteau e Fairline.

Oceano

Alla fine è successo, però nel migliore dei modi

Spettacolo, intrattenimento, adrenalina, voglia di essere a bordo. Queste sono tra le componenti che gli organizzatori di qualsiasi evento sportivo cercano per catturare fan e quindi rendere l'evento appetibile per gli sponsor. Alla fine anche la Volvo Ocean Race ha trovato il "caso" per far parlare di sé. Sul web si moltiplicano i commenti dei velisti della domenica su come sia possibile che esperti navigatori prendano una secca e facciano distruggere una barca di 65 piedi. Cominciamo con il dire che Chris Nicholson non è certo l'ultimo arrivato nel mondo della vela in generale e della vela oceanica in particolar modo, visto che nella precedente edizione ha portato a casa un secondo posto con il team Camper. Coppa America con Team New Zealand ed altre esperienza lo rendono un'icona imbattibile. Quindi quello che è successo sicuramente è frutto di un momento che può capitare a chiunque, anche super esperto ed allenato. L'intervista che oggi il media office della Volvo rende pubblica enfatizzano l'aspetto umano dietro un incidente paradossale. La convinzione generale è che l'accaduto può portare un numero di appassionati ancor maggiore all'evento gestito magnificamente da Knut Frostad, perché ha reso umana una macchina perfetta come, è il caso di dirlo, la Volvo Ocean Race. Quindi è successo l'imponderabile ma a differenza della Coppa America dove è scappato il morto (l'inglese Andrew Simpson con Artemis Racing) qui il controllo e la preparazione hanno ridotto ai minimi termini l'imprevisto. Ricordiamo che Team Vestas è arrivato per ultimo all'iscrizione della regata, quindi è probabile che qualcosa sia mancato nella preparazione dell'imponderabile, però oggettivamente tutto è stato compensato dalla gestione centralizzata della VOR. America's Cup hai ancora tanto da apprendere perché l'organizzazione di un ente terzo è ancora l'unica soluzione per tornare ad avere pubblico. Di seguito il testo integrale dell'intervista di Nicholson.