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I giovani il futuro della vela, ma quale vela? Tanto traffico nel mondo delle derive che rappresentano un’offerta di iniziazione “impressionante”. Se un ragazzo di dieci anni vuole cominciare a confrontarsi con i coetanei su una deriva ha decisamente l’imbarazzo della scelta |
| La dura legge di BLin anche a San Francisco |
| Lunedì 27 Settembre 2010 07:25 |
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Ieri mattina però, quando mancavano ancora due prove al termine, il margine del team italiano sugli inseguitori era risicatissimo: due i punti di vantaggio sul secondo, gli americani di Full Throttle con a bordo l'amico e tattico del Melges 24 con cui Bressani e Michetti poco più di un mese fa hanno vinto il titolo mondiale in Estonia, Jonathan Mckee, 6 i punti sui velocissimi americani di Rougarou e dodici su Star con alla tattica la medaglia d'oro olimpica classe 470 Nathan Wilmot e alla randa Harry Melges. Margini così minimi che, in una flotta così competitiva, era impensabile fare qualsiasi strategia sugli avversari. Bisognava fare la propria regata, e così è andata. 31 gli avversari che B-Lin Sailing ha messo dietro di sé, ma che avversari. A bordo delle varie barche c'erano 'personaggi' del calibro di Russell Coutts (NZL), Vince Brun (BRA), Jeremy e Nathan Wilmot (AUS), Harry Melges (USA), Jonathan Mckee (USA), Mark Mendleblatt (USA), Hamish Pepper (NZL), Chris Larson (USA), Tony Rey (USA), Morgan Larson (USA), Chris Rast (SUI), Tovar Mirsky (AUS), Gavin Brady (NZL), Paul Godisoon (GBR), Andy Horton (USA), Stu Bannatyne (NZL), Morgan Reeser (USA), e Francesco De Angelis (ITA), tattico di Slad, un team giapponese.
Alle 10.30, come nelle tre giornate precedenti, la flotta dei 32 Melges 32 al via lascia gli ormeggi, ma il vento è praticamente inesistente. L'orario di partenza è fissato per le 12.00, il tempo limite per attivare l'ultima procedura alle 14.30. La brezza comincia a salire, il Comitato di Regata attende che si stabilizzi e attiva la procedura della nona prova, la penultima, sempre si faccia in tempo a fare la decima. Sono all'incirca le 13.00 ora locale. Due boline e due poppe infinite in cui B-Lin vede piano piano allontanarsi il titolo mondiale. Rougarou vince con autorità la prova numero 9, seguito dai giapponesi di Yasaha Samurai e da Viva. Quarto è Full Throttle, nono B-Lin Sailing. Ci sono poco più di 20 minuti per attivare la procedura di partenza della decima e conclusiva prova. Il Comitato di Regata, presieduto da John Craig, sembra essere intenzionato a far partire l'ultima prova, nel bene o nel male sarà la prova decisiva ai fini dell'assegnazione del titolo iridato. B-Lin Sailing parte bene a centro-boa, i suoi due acerrimi avversari sembrano attardati, ma in precedenza hanno dimostrato di essere capaci di grandi recuperi, quindi vietato distrarsi! B-Lin Sailing del giovanissimo armtore-timoniere Luca Lalli, con Lorenzo Bressani alla tattica, Flavio Favini alla randa, Federico Michetti alle scotte, coadiuvato da Lorenzo Del Rio, Stefano Nicolussi alle drizze, Luca Faravelli all'albero e Carlo Zermini a prua tagliano la linea del traguardo in terza posizione...e comincia la Festa! B-Lin è Campione del Mondo Melges 32 2010!!!
“Felicissimo, emozionato, in questo momento provo un mix di sensazioni, tutte estremamente positive – dice il giovane armatore ventiseienne, Luca Lalli – Non mi sembra vero! Essere Campioni del Mondo dopo nemmeno un anno di attività su questa barca, vincere il Mondiale a casa degli americani, con una flotta così competitiva, è qualcosa di unico. I ragazzi sono stati tutti bravissimi, è un gruppo formidabile, che prima di tutto sono degli amici, uniti sino all'ultimo metro. Federico [ndr. Michetti, trimmer e team manager] quando ci siamo conosciuti e abbiamo cominciato a lavorare per mettere insieme il team mi aveva detto: ' il nostro obbiettivo è vincere il Mondiale a San Francisco'. Ora il sogno è diventato realtà! Grazie ragazzi!!” “Sono emozionatissimo – è il commento a caldo del tattico Lorenzo Bressani – è un risultato incredibile, frutto di un grande lavoro fatto da tutto il team a partire dal gennaio scorso. Luca [ndr. Lalli, l'armatore], dall'inizio della stagione ad oggi, è migliorato davvero tanto ed una delle sue armi vincenti è che ha la giusta freddezza nella gestione delle situazioni, anche quelle più difficili, ed una grandissima capacità di concentrazione. Tutti i ragazzi hanno fatto un lavoro encomiabile, tutti abbiamo dato l'anima e ci abbiamo creduto sino all'ultimo. Bravi Ragazzi!” Bressani analizza l'ultima giornata: “Oggi è stato tutt'altro che facile. Dopo la prima regata, dove non siamo riusciti a portare la barca al meglio e con i nostri due diretti avversari li davanti, mantenere la giusta lucidità non è stato per nulla facile. Tagliato il traguardo, quando mancava meno di mezz'ora al tempo limite, non sapendo quali fossero le intenzioni del Comitato di Regata, se far partire o meno l'ultima prova la tensione era palpabile. Personalmente ero teso, ma non rassegnato. Volevo ovviamente giocarmela all'ultima prova. Sapevo che avevamo perso la leadership provvisoria, ma che il distacco era comunque contenuto.” Ed ecco arrivare Federico Michetti, trimmer, ma in primis Deus ex machina di tutta l'operazione B-Lin: “E per B-Lin Ip Ip Ip Urrà, Ip Ip Ip Urrà, p Ip Ip Urrà!! Non sto nella pelle, è stato un finale da brivido, ma proprio per questo emozionantissimo. I ragazzi sono stati tutti formidabili, dalla prua alla poppa. Abbiamo lavorato sodo per ottenere questo risultato, ma gli altri hanno fatto altrettanto. Siamo riusciti in pochi mesi, con una quarantina di giorni di mare alle spalle, a colmare rapidissimamente il gap con degli avversari che in questa classe navigano da 3-4 anni. Semplicemente Fantastici Ragazzi!” Michetti ritorna sugli avvenimenti dell'ultima giornata: “Quando è partita l'ultima regata e il Comitato ha chiamato per radio i numeri di prua delle barche OCS, e tra queste c'era il numero di Full Throttle, con Rufo [ndr. Lorenzo Bressani] ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: 'andiamo a prenderli'. Nell'ultima prova siamo partiti a colpo di cannone e, ritrovata la velocità della barca di sempre, abbiamo navigato liberi, optando per delle scelte tattiche corrette. Rufo ha fatto un ottimo lavoro. Da subito abbiamo visto che Rougarou e Full Throttle, sebbene avesse preso la penalizzazione, ma era comunque ancora da tenere d'occhio, si trovavano piuttosto indietro e tra me e me ho pensato: 'andiamo a vincere questo mondiale!'” |