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I giovani il futuro della vela, ma quale vela? Tanto traffico nel mondo delle derive che rappresentano un’offerta di iniziazione “impressionante”. Se un ragazzo di dieci anni vuole cominciare a confrontarsi con i coetanei su una deriva ha decisamente l’imbarazzo della scelta |
| Italia70 nessuna traccia all'orizzonte |
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| Giovedì 24 Febbraio 2011 08:05 |
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Nell'assumere l'incarico il neo Amministratore Delegato Fulvio Zendrini, uomo di marketing, affermava: "Vogliamo appassionare gli italiani ad una sfida che porterà 11 velisti a navigare per 8 mesi attorno al mondo su una barca di oltre 21 metri. Useremo i mesi che ci separano dalla partenza della regata, che partirà nell'autunno del 2011, per costruire un'avventura in cui tutti si potranno riconoscere e lo faremo andando a raccontare nei porti e nelle piazze italiane il fascino di questa regata che sarà condotta unicamente con velisti e tecnici italiani supportati da imprese nazionali. Sono onorato di far parte questa squadra che porterà in giro per il mondo le capacità sportive, tecnologiche e imprenditoriali di questo paese e soprattutto la sua voglia di vincere". Pochi giorni dopo il bravo Fabio Pozzo intervistava sulla Stampa l'AD di Italia 70 e alla domanda su come stava andando la ricerca dei partner, Zendrini rispondeva: "Bene. Nonostante la crisi economica, e la restrizione dei budget, stiamo incontrando un grande entusiasmo. Siamo molto fiduciosi, contiamo di chiudere il budget entro marzo. Abbiamo già coperto il 60-70% del budget previsto. Abbiamo alzato a 20 milioni il budget, perché chiediamo ai nostri partner di sostenere anche la Fondazione Tender to Nave Italia e le sue iniziative benefiche, di promozione del mare in aiuto delle persone più deboli della società. Iniziative che ci onorano". Annunci trionfalistici: neanche 3 mesi dall'avvio e 70% del budget coperto...ci eravamo proprio illusi! Tanta acqua sotto i ponti, ma forse anche sul ponte di Ericsson 3 brandizzato Italia 70, perché di quella bella idea non si sente più nulla. Nessuno ovviamente punta il dito su una sfida che probabilmente non partirà mai, ma quello che mette preoccupazione per il futuro della nostra vela è che se il presidente della FIAT John Elkan e il presidente della FIV Carlo Croce non riescono a coinvolgere altre grandi aziende in questo bel progetto vuol dire che ancora tanto lavoro c'è da svolgere per attrarre sponsor a questo sport. I soldi sono pochi, la crisi economica persiste, la concorrenza è spietata, non solo della vela con la vela ma anche della vela italiana con gli altri sport italiani che oggi vanno per la maggiore come il rugby: nonostante i risultati sportivi dell'Italia al 6 Nazioni, appassiona tutti gli italiani. SailBiz lancia quindi un appello al Presidente Croce che tanto sta facendo per la vela: "Presidente non molli, che la partecipazione italiana alla Volvo Ocean Race sia solo rimandata! Un evento world wide come la VOR merita anche l'Italia" Il villaggio itinerante di Italia 70. L’avvicinamento alla Volvo Ocean Race avverrà in due anni ricchi di iniziative e attività, incentrate sulla vela, il mare, il rapporto con la natura. Così recita il sito www.sfidaitalia70.it
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