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I giovani il futuro della vela, ma quale vela? Tanto traffico nel mondo delle derive che rappresentano un’offerta di iniziazione “impressionante”. Se un ragazzo di dieci anni vuole cominciare a confrontarsi con i coetanei su una deriva ha decisamente l’imbarazzo della scelta |
| Andrea Mura, the best 2010 |
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| Mercoledì 02 Marzo 2011 14:34 |
Il vincitore della Route du Rhum conquista l’oscar della vela alla prima nomination. Durante la serata, Andrea Lo Cicero, giocatore della nazionale di rugby, ha annunciato di voler tentare l’avventura olimpica nella vela. Ieri sera a Villa Miani (Roma), Andrea Mura, primo italiano della storia a trionfare nella Route du Rhum a bordo del 50 piedi Open “Vento di Sardegna” (impresa per la quale ha ricevuto le congratulazioni ufficiali da parte del Presidente della Repubblica), ha vinto il Velista dell’Anno 2010. Il 46enne cagliaritano, si è aggiudicato l’oscar della vela italiana, superando in un confronto serratissimo la concorrenza di Lorenzo Bressani, campione del mondo nel Melges 24 e nel Melges 32, Paolo Cian, vincitore del circuito MedCup, della “3 Golfi” di Napoli e secondo nell’Europeo ORC, Giulia Conti, argento nell’Europeo di Istanbul e bronzo al Mondiale di Weymouth nel 470, e Alberto Signorini, iridato nel Farr40.Hanno condiviso realmente il premio, invece, Giovanni Coccoluto iridato nel Laser Radial Youth e terzo allo Youth Sailing ISAF World Championship, Veronica Fanciulli, argento ai giochi olimpici giovanili di Singapore e bronzo al Mondiale Youth Under 17 nella tavola a vela Techno 293, e oro al campionato italiano assoluto e al Mondiale Under 17 sull’RS-X, e Francesco Marrai, argento mondiale e oro europeo juniores, e Campione Italiano assoluto e juniores nel Laser Standard, ai quali è andato, “ex aequo”, il “Velista Under 25 Carlo Marincovich - Trofeo Istituto Credito Sportivo”, consegnato da Maria Lucia Candida, direttore generale dell’Istituto per il Credito Sportivo, e dalla signora Patrizia Marincovich. “Chi se lo aspettava!”, è stato il commento dei tre ragazzi, che hanno detto di sperare di tornare un giorno come finalisti del premio “maggiore” e imitare i velisti ai quali si sono ispirati per la loro carriera sportiva. Tra i “giovani” di belle speranze presenti al Velista c’era anche Andrea Lo Cicero, 35enne giocatore della Nazionale di rugby, che ha annunciato di voler tentare l’avventura nella vela, puntando a un’esperienza olimpica nei Giochi di Rio de Janeiro 2016. «La vela mi piace – ha spiegato Lo Cicero – e credo possa darmi la possibilità di continuare a stare nel mondo dello sport agonistico. Seguo regolarmente le regate più importanti, vado sulla Star e conosco molti velisti, tra i quali Francesco De Angelis. Con Luna Rossa ho fatto anche alcuni allenamenti a Trapani e Valencia». «Andrea ha quei valori di semplicità e umiltà – ha dichiarato Carlo Croce, presidente della Federvela – che sono la migliore strada per entrare bene nel mondo della vela. Mi fa molto piacere che voglia cimentarsi in questo sport». «Ha solo un difetto - ha continuato scherzando - non ha il fisico». Il titolo di “Barca dell’Anno - Marina di Loano”, consegnato da Nicola Fallica, vicepresidente della Marina di Loano, è andato a “CHESTRESS 2”, il J-133 dell’armatore Giancarlo Ghislanzoni trionfatore nella prima edizione del Campionato Italiano Offshore. «La vela mi da la possibilità di vivere le emozioni dello sport con familiari e amici – ha raccontato Ghislanzoni – il gruppo, lo stare bene assieme, è la nostra filosofia e se vengono questi risultati, ne vale davvero la pena». Il “Progettista dell’Anno - Feudi di San Gregorio”, infine, è andato a Luca Devoti, medaglia d’argento ai Giochi di Sydney 2000 nel Finn, oggi impegnato nell’ideazione di imbarcazioni. Il progettista veronese ha vinto per il progetto della deriva singola "DEVOTI – ONE". La Giuria lo ho giudicato uno dei progetti più innovativi apparsi negli ultimi anni. «Della vela – ha spiegato Devoti – ho voluto provare tutto. Ho regatato, ho allenato i giovani e mi sono dedicato alla progettazione. Ricevere questo premio è come vivere una seconda giovinezza, avere nuovi stimoli per il futuro». |