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I giovani il futuro della vela, ma quale vela? Tanto traffico nel mondo delle derive che rappresentano un’offerta di iniziazione “impressionante”. Se un ragazzo di dieci anni vuole cominciare a confrontarsi con i coetanei su una deriva ha decisamente l’imbarazzo della scelta

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Nei VOR buona la prima degli arabi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Agosto 2011 09:08
Azzam vince e batte il record della Rolex Fastnet Race, Groupama 4 chiude secondo, Sanya è terzo. Azzam, lo scafo portacolori dell’Abu Dhabi Ocean Racing al termine di una lotta serrata con Groupama 4 vince la sfida fra le barche della Volvo Ocean Race e stabilisce il nuovo record dei monoscafi alla Rolex Fastnet Race. Alla guida dell’olimpionico britannico Ian Walker, Azzam la prima barca araba ad aver partecipato al Fastnet, si aggiudica la vittoria. Groupama 4 dello skipper Franck Cammas chiude con soli quattro minuti di ritardo dopo 608 miglia di regata sul percorso da Cowes a Plymouth, passando per la celeberrima Fastnet Rock all’estremità meridionale dell’Irlanda.
Team Sanya, guidato dal neozelandese Mike Sanderson, che altri non è che l’ex Telefónica Blue che ha preso parte alla Volvo Ocean Race 2008-09, ha tagliato la linea del traguardo con meno di un’ora ritardo. Tutte e tre le barche sono comunque scese al di sotto del record della prova, stabilito nel 2007 da ICAP Leopard con un giorno, 20 ore e 18 minuti.  Leopard era presente anche quest’anno e aveva buone chance di battere il proprio record, non fosse che l’equipaggio ha deviato dalla rotta per portare soccorso al 100’ Rambler vittima di un rovesciamento. Tutti i 21 componenti dell’equipaggio sono stati recuperati i un’operazione coordinata dalla Guardia Costiera irlandese.

La lotta serrata fra le tre barche alla Rolex Fastnet Race sarà certo stata osservata con attenzione dalle altre barche che parteciperanno alla Volvo Ocean Race 2011/2012 ossia Team Telefónica, PUMA Ocean Racing powered by BERG Propulsion e CAMPER with Emirates Team New Zealand. Le condizioni meteorologiche si sono dimostrate ideali per i VO70 con vento forte e mare formato.

Ian Walker, non appena messo piede a terra, sorseggiando una Coca-Cola, ha potuto assaporare appieno la vittoria in questa “regata nella regata” e il nuovo record, ma ancor più le ottime prestazioni di Azzam, lo scafo disegnato da Farr Yacht Design, in rapporto a Groupama 4 che esce invece dalla matita del progettista argentino Juan Kouyoumdjian. Juan K, come è conosciuto nel mondo della vela, è stato l’autore dei progetti vincitori delle ultime due edizioni della Volvo Ocean Race e per la prossima “correrà” con PUMA Mar Mostro e Telefónica. "E’ fantastico perché non mi era mai successo prima di battere un record” ha detto Walker. "Di solito sono i 100 piedi a farlo. In generale siamo felici di aver capito di essere competitivi. Non abbiamo battuto Groupama di molto ma è sempre bello rendersi conto di essere della partita.”

E’ stato Jean-Luc Nélias navigatore di Groupama a spiegare quanto serrata sia stata la lotta all’arrivo. "Abbiamo girato il Fastnet praticamente insieme ma poi, con il buio, non riuscivamo più a vedere Abu Dhabi. Le condizioni erano impegnative, la rotta diretta, e all’alba loro erano mezzo miglio avanti. Vedevamo il colore brillante delle loro cerate, quindi eravamo davvero vicini.”

Team Sanya, arrivato solo sette settimane fa nel circuito della Volvo Ocean Race, ha potuto mettersi alla prova, come testimoniato dallo skipper Mike Sanderson: "E’ stato un bene che le condizioni fossero piuttosto estreme, perché ci ha ricordato che su queste barche e alla Volvo Ocean Race le grandi rimonte si fanno con vento forte. Sono barche che tendono ad andare sempre intorno ai 16 nodi e per spingerle a 20 e oltre, si deve sfruttarle al massimo. Abbiamo avuto qualche piccolo problema che non ci ha permesso di farlo, ma in generale è stata una buona esperienza e come team siamo soddisfatti.” La battaglia per la vittoria fra i tre team della Volvo Ocean Race è stata dura dall’inizio alla fine della regata. Nella parte del percorso di ritorno dal Fastnet, poi le barche hanno incontrato condizioni dure, con venti oltre i trenta nodi, ma hanno navigato a velocità altissime ben al di sopra dei 25 nodi.