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Oltre la corrente di Agulhas in testa Abu Dhabi e Telefonica PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Dicembre 2011 14:51
Dopo tre giorni di navigazione a stretto contatto e con arie deboli e instabili, finalmente la flotta della Volvo Ocean Race ha ripreso un buon passo. I sei team sono usciti dalla temibile zona della corrente di Agulhas e procedono velocemente nell’oceano indiano. Il gruppo si è diviso, il leader odierno è Abu Dhabi, che restando più sottocosta durante la notte ha recuperato come hanno fatto gli spagnoli di Team Telefonica, ora secondi. PUMA è terzo, seguito da CAMPER, dai cinesi di Team Sanya e da Groupama.  Dopo quasi tre giorni di navigazione a stretto contatto, e una nottata non semplice, la flotta si è finalmente liberata del problema della corrente di Agulhas, e si sta dirigendo offshore, in pieno oceano indiano, macinando miglia. La leadership è cambiata diverse volte nelle ultime ore, la testa del plotone è stata presa da Abu Dhabi Ocean Racing dell’olimpionico britannico Ian Walker, che insieme a Team Telefonica ha optato per una rotta più a nord e sottocosta mentre PUMA, CAMPER e Groupama si sono spinti più a sud, e Team Sanya ha tenuto una rotta intermedia.

Questo il racconto dello skipper di Azzam, Ian Walker: “E’ stata una notte di grande tensione, dopo aver guadagnato molto sul resto della flotta stando sotto costa, abbiamo camminato forte tutta la notte con 20/30 nodi con lo spinnaker grande. Non si riusciva quasi a navigare mure a dritta a causa delle onde. Il solo problema è che eravamo sempre più vicini alla costa e dovevamo strambare! Abbiamo scelto di passare il più velocemente possibile, anche se nella zona c'era più vento. C'erano 30/35 nodi ma siamo riusciti a passare con lo spi e randa piena. Sono zone che hanno una brutta fama e nessuno sa veramente quanto siano difficili, o meglio nessuno che abbia abbastanza buon senso da non venire qui!”

La difficoltà del passaggio della corrente è testimoniato anche dalle parole di Charles Caudrelier, timoniere a bordo di Groupama 4: “E’ stato piuttosto duro! Si passava di colpo da un’aria leggera a vento forte e con un mare incrociato. Abbiamo dovuto rallentare la barca, non potevamo spingere al 100% per salvaguardare barca e albero. Le persone a terra tendono a pensare che le onde più sono alte, più sono pericolose ma in effetti non è proprio così, è il mare incrociato e confuso che dà più problemi. Ieri c’era onda corta che veniva da ogni parte, causando notevole stress alla barca, alle strutture e all’albero.” Caudrelier, riguardo alle prossime ore ha detto: “Sembra che ci siano due opzioni, non sappiamo esattamente cosa fare, ma pensiamo che la nostra posizione vada bene. C’è un vecchio adagio che dice che se sei in atlantico e non sai dove andare, devi andare a ovest e se non sai dove andare nell’oceano del sud devi andare a sud. Nella prima tappa non l’abbiamo rispettato, ma in questa sì!”

Sebbene sia facile credere che i sei equipaggi siano felici di aver ormai passato l’insidiosissima zona della corrente di Agulhas, con le sue pericolose onde, altrettanto facile pensare che lo scenario che si prospetta loro è complesso e imprevedibile. Se a momenti, con venti di 30 nodi e più, infatti, le barche raggiungono velocità ben superiori ai venti nodi, in altri devono stare particolarmente attenti a non cadere in buchi di vento che li potrebbero fermare quasi completamente.

Le previsioni dicono che nelle prossime ore, le due basse pressioni dovrebbero fondersi in una e se ciò dovesse succedere si potrebbero presentare condizioni ideali perchè i sei team possano guadagnare velocemente miglia verso la meta finale di Abu Dhabi. Da vedere anche se, la scelta settentrionale di Walker e Martinez, consentirà loro di agganciare prima degli altri il fronte godendo di condizioni e di un angolo migliore. Secondo le ultime posizioni, quando si è entrati nel quarto giorni di regata, la mossa di Abu Dhabi e Team Telefonica continua a dare suoi frutti. Il duo mantiene la leadership, con le due barche distanziate di meno di quattro miglia, e fa registrare un vantaggio di 28,3 miglia su PUMA, di 45,9 su CAMPER, di 47,5 su Team Sanya, mentre i francesi di Groupama 4 sono scivolati in ultima posizione e accusano un distacco di 58,4 miglia. La migliore velocità di punta è ad appannaggio di team Telefonica con 17,6 nodi, ottenuta con meno di 15 nodi di vento.