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I giovani il futuro della vela, ma quale vela? Tanto traffico nel mondo delle derive che rappresentano un’offerta di iniziazione “impressionante”. Se un ragazzo di dieci anni vuole cominciare a confrontarsi con i coetanei su una deriva ha decisamente l’imbarazzo della scelta

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La classe olimpica di Iker Marintez PDF Stampa E-mail
Lunedì 26 Dicembre 2011 21:42
Saranno ancora gli spagnoli di Team Telefónica a fregiarsi del titolo di leader provvisori della Volvo Ocean Race in questa fine del 2011. Le ultime 24 ore della prima frazione della seconda tappa della regata sono state caratterizzate dalla lotta, un vero e proprio match-race fra CAMPER guidato dall’australiano Chris Nicholson e Team Telefónica dello skipper Iker Martínez, vincitore sia della prima tappa da Alicante a Città del Capo che della In-port Race nella località sudafricana. Con questo ulteriore successo, gli iberici mettono in carniere altri 24 punti e confermano la loro prima posizione sul tabellone generale. Con un’ultima mossa vincente, a sole otto miglia dal traguardo, Telefónica, è riuscito nel difficile compito di tenere alle spalle gli avversari, guadagnando un margine sufficiente per tagliare la linea del porto sicuro con un minuto e 57 secondi di vantaggio su CAMPER, dopo oltre 15 giorni di navigazione dalla partenza di Città del Capo. Il team spagnolo si aggiudica così i 24 punti in palio per la prima tranche della seconda tappa e si assicura il primo gradino del podio provvisorio con un vantaggio di sette punti. Agli ispano/neozelandesi di CAMPER sono invece andati  20 punti, che li pongono in seconda posizione a 54 punti.

Dopo un breve periodo alla guida della flotta per entrambi i team, quando si lottava nelle arie leggere appena lasciata Città del Capo, sia CAMPER with Emirates Team New Zealand che Team Telefónica si sono poi trovati a metà classifica o persino nelle retrovie. Il quarto giorno di regata, il 14 dicembre, Telefónica ha oltrepassato la nota e temibile corrente di Agulhas al largo di Port Elizabeth in prima posizione mentre CAMPER era quarto, 44 miglia alle spalle dello scafo azzurro. Quando la flotta combatteva contro un fronte occluso formatosi fra due sistemi di bassa pressione, era ancora Telefónica davanti e CAMPER aveva perso altre 20 miglia e il veno da ovest oltre la “barriera” sembrava disperatamente fuori dalla portata degli equipaggi.

Dopo un paio di false partenze, in cui Eolo dava un breve assaggio di brezza prima di richiudere la porta sulla prua delle sei barche, era ancora una volta il turno di Telefónica di prendere per prima il nuovo flusso e la leadership, con gli avversari di CAMPER relegati in quinta posizione e staccati di oltre 70 miglia.

I due esperti skipper, Iker Martínez e Chris Nicholson optavano poi entrambi per una rotta mediana verso est, una scelta poi rivelatasi vincente per l’attraversamento delle calme equatoriali, i Doldrum. Ed è proprio dopo questo momento cruciale della navigazione che CAMPER ha messo in atto il recupero, avvicinandosi fino a 2 miglia dagli spagnoli e dando vita alla battaglia a 35 gradi sud. Al settimo giorno di regata CAMPER riprendeva temporaneamente la testa della flotta, finalmente libera dal fronte occluso.

I lunghi giorni di bonaccia e di pioggia erano ormai un ricordo, quando Telefónica di nuovo balzava al comando, seguita dagli americani di PUMA Ocean Racing e da CAMPER e cominciava a navigare finalmente sotto un sole brillante nei tipici venti d’aliseo.

Cominciava poi dall’unicesimo giorno una corsa in linea retta, guidata dai francesi di Groupama 4, mentre Telefónica e CAMPER scivolavano indietro, con un distacco intormo alle cento miglia dalla barca verde e arancio guidata da Franck Cammas, protagonista di una scelta vincente a sud.

Ma, quando la flotta si è divisa in due tronconi per meglio affrontare il passaggio dei Doldrum, Telefónica e CAMPER, rispettivamente terzi e quarti, sceglievano una rotta più orientale cominciando a riguadagnare acqua sulla flotta che si ricompattava.

Il 23 dicembre, quando si era arrivati al tredicesimo giorno Telefónica era in testa, tallonata da CAMPER a meno di sette miglia e tutte e due le barche viaggiavano sul passo dei 15 nodi quando il resto della flotta languiva nel vento debole, le vele che sbattevano sotto un cielo carico di nuvole.

Fino a quando l’equipaggio di CAMPER ha ricevuto un dono di Natale anticipato, la vigilia della festa infatti la barca rossa e bianca è riuscita a prendere il primo posto. Tutti i festeggiamenti sono allora stati messi da parte, per concentrarsi sulla battaglia finale fino al traguardo nel porto segreto. E si arriva così all’ultimo giorno di regata, caratterizzato da un vero e proprio match race fra i due, che si sono alternati al vertice più volte, separati solo da qualche decina di metri. E, quando il sole era ormai tramontato, nel buio è stato Telefónica ad emergere e a prendersi la vittoria in una delle battaglie più intense viste nelle ultime edizioni della Volvo Ocean Race.